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Il progetto è molto semplice nella sua essenza: aiutare tutti gli italiani, ma in fondo tutto il mondo, ad avere coscienza del dono prezioso della propria sovranità, in particolare di quella monetaria.

Perché la sovranità di un popolo è un valore. E la moneta è lo strumento con cui un popolo da valore ai propri valori. Ma non solo ai valori di oggi; anche ai valori che oggi occorre proteggere e in qualche modo favorire, affinché si manifestino nel futuro. Infatti la moneta, più che strumento di pagamento, è una promessa di pagamento, cioè qualcosa che inevitabilmente rimanda nel futuro.

Per meglio comprendere la nostra situazione storica, riportiamo le parole del cardinal Caffarra, Vescovo di Bologna: “La vicenda culturale dell’Occidente è giunta al suo capolinea: una grande promessa largamente non mantenuta. I fondamenti sui quali è stata costruita vacillano, perché il paradigma antropologico secondo cui ha voluto coniugare i grandi vissuti umani [per esempio l’organizzazione del lavoro, il sistema educativo, il matrimonio e la famiglia …] è fallito, e ci ha portato dove oggi ci troviamo. Non è più questione di restaurare un edificio gravemente leso. E’ un nuovo edificio ciò di cui abbiamo bisogno. Non sarà mai perdonato ai cristiani di continuare a essere culturalmente irrilevanti.”

Non solo ai cristiani, ma ogni italiano di buona volontà non può più permettersi una inerzia di fronte al disastro che incombe sul futuro del popolo italiano.

Allora, qual’è la missione? Essa è contenuta nelle parole profetiche di Alistair MacIntyre: “Ciò che conta, in questa fase, è la costruzione di forme locali di comunità al cui interno la civiltà e la vita morale  e intellettuale possano essere conservate attraverso i secoli oscuri che già incombono su di noi”. Questo scriveva nel 1980. E poi nel 2006 insisteva così: “Quando scrissi quella frase conclusiva nel 1980, era mia intenzione suggerire che anche la nostra epoca è un tempo di attesa di nuove e inattese possibilità di rinnovamento. Allo stesso tempo, è un periodo di resistenza prudente e coraggiosa, giusta e temperante nella misura del possibile, nei confronti dell’ordine sociale, economico e politico dominante nella modernità avanzata.

Questa era la situazione ventisei anni fa, e tale ancora oggi rimane”.

Ecco la nostra missione.