2. Eccesso di Debito

La stragrande maggioranza della popolazione è convinta che il debito degli stati sia stato generato da una politica dissennata, che ha speso costantemente più di quanto lo Stato abbia incassato attraverso la tassazione. Tale idea perviene dalla comune esperienza e dal comune buon senso: tutti quelli che lavorano hanno a che fare con una entrata più o meno fissa e prevedibile e con spese variabili; non solo, ma l’andamento delle spese non modifica sostanzialmente le proprie entrate.
Lo Stato invece parte da una situazione opposta: lo Stato parte da una condizione di mancanza di denaro e dalla necessità immediata di affrontare una serie di spese, a cominciare dagli stipendi del proprio personale.

Ma come lo Stato può ottenere la liquidità necessaria? L’emissione dei titoli di Stato è lo strumento ordinario con cui lo Stato ottiene il  denaro necessario alle proprie spese. Fino al 1981, i titoli di Stato non acquistati dal mercato venivano acquistati dalla Banca d’Italia,  permettendo di fatto la monetizzazione del debito, cioè la copertura del debito con la stampa di nuova moneta. Ovviamente questo lasciava spazio a fenomeni inflattivi, ma proprio l’inflazione contribuiva a tenere sotto controllo il debito.

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Come risulta evidente, la Bce ha applicato costantemente e pervicacemente un tasso di interesse sempre superiore alla crescita del mercato reale (tranne a Gennaio 2011, ma per breve tempo), provocando inevitabilmente la distruzione del bilancio degli stati. Di fatto, gli stati hanno cercato di stimolare con la spesa, tramite il debito e i soldi facili della Bce, una crescita economica (seppur drogata) a danno del proprio bilancio. Ora che la crescita si è fermata (com’era inevitabile, soprattutto per una crescita drogata), siamo rimasti con il cerino in mano: un debito impagabile, moltiplicatosi col passare degli anni.

In realtà, non per tutti i paesi è andata così. Quei paesi che avevano un Pil superiore al tasso di interesse, hanno beneficiato della situazione. Mentre quei paesi che avevano un Pil inferiore, non hanno potuto far altro che aumentare il debito, avviandosi inesorabilmente verso l’inevitabile default.

In altre parole, il comportamento politicamente criminale della Bce (poiché si tratta di politica monetaria) contribuisce ad amplificare le differenze tra i paesi più forti (con Pil superiore) e paesi più deboli. Ma come è stato reso sostenibile,almeno fino ad ora, tale debito? Lo vediamo nel prossimo capitolo.