6. Il Quarto Reich

In questo periodo di profonda crisi c’è un paese che meno degli altri ne soffre, anzi se ne avvantaggia: la Germania. Questo è ovvio proprio per i dati che nei capitoli precedenti abbiamo esposto. Sia perché il tasso di crescita della propria economia è stato e continua ad essere superiore al tasso di interesse imposto dalla Bce, quello stesso tasso di interesse che invece deprime l’economia di paesi europei concorrenti sul mercato internazionale. Sia perché, proprio per la crisi che colpisce le imprese concorrenti, le imprese tedesche possono guadagnare quote di mercato nei paesi periferici dell’area Euro.

Il vantaggio ottenuto dall’introduzione dell’Euro e dallo sviluppo di questa crisi dall’economia tedesca, dalle imprese tedesche nei confronti delle imprese degli altri paesi, è ormai evidente. Tanto da iniziare a suscitare un certo diffuso malcontento, se non addirittura risentimento, nei confronti dei tedeschi.

Ma il meccanismo perverso che manda in rovina i popoli più deboli non può durare a lungo, finisce col rovinare anche l’economia tedesca. La facile previsione è stata recentemente confermata dai dati sull’esportazione tedesca in Europa nei primi sei mesi del 2012. L’esportazione tedesca in Italia è calata (-8,2%), così come in Portogallo (-14,3%), Spagna (-9,4%) e Grecia (-9,2%).

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Eurocidio2

La prima cosa che colpisce è l’estensione della cosiddetta “Grand Area”: gran parte dell’Africa, la Groenlandia, l’Asia fino a includere il Kazakistan, tagliando in due la Russia. La seconda cosa che colpisce è che, mentre le nazioni al di fuori dell’Europa sono ben distinte nei loro confini, nell’Europa le nazioni non si distinguono più, ma sembrano un’unica grande nazione.

Da notare che il termine “Grand Area” venne coniato dal giurista tedesco Carl Schmitt, nazista convinto (aderì al partito nazista nel 1933, divenne professore all’Università di Berlino, ma dovette abbandonare la cattedra nel 1945), il quale rese popolare il termine con un suo scritto del 193941. In questo lavoro Schmitt postulò che il “principio di non ingerenza delle potenze straniere al regno, è un valido principio giuridico internazionale”; tale principio avrebbe dovuto garantire l’accesso esclusivo per la Germania in tutti i paesi europei. A riprova della validità della sua Teoria della “Grand Area”, Schmitt utilizzò l’esempio della Romania. Come i critici hanno sottolineato, la Romania fu integrata nella Germania al prezzo delle sue risorse naturali e delle sue sostanze economiche.

Il Group on Grand Strategy sta ovviamente chiedendo che i paesi della “Grand Area” cedano la loro ricchezza a vantaggio di Germania e EU. L’attuale devastazione culturale è tale che sono direttamente gli stati periferici a chiedere una sorta di sottomissione. Il ministro greco per lo sviluppo economico ha chiesto l’ pplicazione in Grecia di aree di Zona Economica Speciale (ZES). Le ZES sono aree in cui favorite sono le aziende: favorite da particolari esenzioni fiscali e legislative (scarsi diritti per i lavoratori). Ovviamente la notizia è stata accolta con favore dal tedesco Martin Shulz, presidente del Parlamento Europeo. Finora tali zone sono applicate nel mondo solo in Cina, India, Giordania, Polonia, Kazakistan, Filippine, Corea del Nord e Russia. Quali rinunce di sovranità costerà alla Grecia queste ZES? Siamo alla preparazione di una “Grand Area” per il futuro Quarto Reich?