9. Il gioco del Monopoli

Il contenuto di questo capitolo è sostanzialmente un articolo scritto per il quotidiano online IlSussidiario. La storia del gioco del Monopoli è una storia interessante. Nel 1934 Charles B. Darrow, un ingegnere disoccupato, propose alla casa editrice Parker Brothers un gioco basato sulla compravendita di terreni e di immobili: venne rifiutato. Così Darrow, dopo averlo brevettato, produsse il gioco da solo, mettendolo in vendita in un negozio di Philadelphia: le prime 5000 copie furono vendute molto rapidamente e l’anno successivo la Parker Brothers decise di acquistare il gioco. Ma l’ideatrice originaria del gioco è una americana, una certa Elizabeth Magie, che lo chiamò “The Landlord’s Game”. Magie era una seguace dell’economista Henry George e il gioco era stato concepito come uno strumento didattico per mostrare la fallacia del sistema capitalistico di allora, che generava di fatto dei monopoli.

Il gioco si svolgeva su una plancia composta da 40 caselle disposte a formare un quadrato di dieci caselle per lato. Le quattro caselle d’angolo identificavano il punto di partenza, dove si otteneva anche del denaro, la prigione, il Parco Pubblico, e la casella Vai in Prigione. Al centro di ogni lato è presente una casella che indica una ferrovia. Le restanti caselle rappresentano proprietà da acquistare o tasse/multe da pagare. In pratica la stessa struttura del gioco che Charles Darrow avrebbe poi copiato trent’anni dopo.

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Le regole di questo gioco, e la stessa esperienza di gioco, manifestano molto bene la dinamica che sottende ad un sistema economico che conduce necessariamente al fallimento di tutti i giocatori, tranne il vincitore. Tale sistema economico è il liberismo.

Il primo elemento notevole da porre in evidenza è proprio la questione monetaria. Per rendere possibile il gioco, non solo inizialmente avviene una distribuzione monetaria gratuita, uguale per tutti: ma con il progredire del gioco, ad ogni passaggio dal “Via”, il giocatore riceve una ulteriore donazione monetaria. In tale situazione, non essendoci particolari problemi di scarsità monetaria, i prezzi vengono realmente determinati da una legge “della domanda e dell’offerta”, cioè da quanto un bene (una casella, corrispondente ad un terreno), venga desiderata.

Il secondo elemento notevole è che la possibilità di costruire (case o alberghi) sul terreno posseduto, dipende dal possesso di tutti i terreni dello stesso “colore”: questo, di fatto, genera dei monopoli, poiché il numero delle caselle risulta limitato, e con l’evolversi del gioco il numero delle caselle a disposizione diviene scarso. La scarsità delle risorse è quindi un elemento essenziale per il sorgere ed il consolidamento di un monopolio.

Il terzo elemento notevole è il fatto che nel gioco del Monopoli le risorse disponibili sono tutte a pagamento: elettricità, acqua, ferrovie. Si tratta di un salasso continuo e sistematico, che chi ha praticato il gioco conosce molto bene. Un salasso che non è possibile contenere, nonostante vi sia stata all’inizio una distribuzione gratuita di moneta, e che questa distribuzione continui con cadenza regolare, ad ogni passaggio dal via. Ma nel sistema economico reale non abbiamo nemmeno la distribuzione gratuita di moneta iniziale. Al contrario, tutta la moneta viene creata e distribuita a debito.

Il quarto elemento caratteristico è la limitatezza imposta delle risorse, che non corrispondono alla realtà odierna (anche se occorre dire che proprio questo punto è la principale differenza tra la crisi odierna e quella del 1929, cioè la limitatezza delle risorse di quell’epoca). Oggi il mondo possiede le risorse e soprattutto la tecnologia per poter creare le condizioni di vivibilità per ben oltre i sette miliardi attuali di abitanti della terra. La grande quantità di tecnologia oggi disponibile è quella che fa la differenza nella capacità umana di utilizzare le risorse naturali in modo sempre più efficiente e sempre meno invasivo. Il limite delle risorse naturali è una delle più grandi menzogne oggi in voga: “il limite apparente di disponibilità di una risorsa fisica diviene anche reale solo quando (o solo se) le tecnologie e le tecniche disponibili non sono in grado di ovviare alla situazione di scarsità”.

E che il sistema non sia sostenibile è reso evidente proprio dalle regole del gioco. Il vincitore è di fatto colui che rimane per ultimo, essendo riuscito a ottenere un qualche monopolio (case e alberghi delle caselle più costose) e avendo provocato il progressivo impoverimento fino al fallimento di tutti gli altri concorrenti.

Questo è il liberismo: un sistema che si poggia su una moneta debito, un sistema a fallimento garantito.